Dunshire | L'ombra del martire

+ lunedì, 12 novembre 2007 +

Dunshire

DUNSHIRE

L’impero di Dunshire occupa un vasto territorio all’estremità occidentale del Continente. E’ circondato a Nord dalla terra dei nani di Azanulbizar, a est da alte montagne oltre le quali si estende il Granducato di Chefir, a Sud dalle Terre di Nessuno.

L’ambiente è vasto e assai mutevole ma caratterizzato da un andamento del terreno tendenzialmente pianeggiante o collinare che solo in pochi punti crea rilievi montuosi veri e propri.

L’impero, nonostante ospiti alcune città molto popolate, ha perlopiù una densità di popolazione medio-bassa, raggruppata in diversi villaggi rurali circondati da terreni coltivabili.

L’attuale conformazione dell’Impero è il risultato dell’opera di conquista del valoroso campione di St. Chutbert e attuale sovrano Lord Otister Urthadar, il quale, secondo la leggenda pervaso dal furore della sua divinità, condusse un drappello di poche centinaia di valorosi guerrieri alla conquista della miriade di regni e città stato in cui si divideva il territorio.

La politica di Lort Urthadar ha fatto dell’Impero il simbolo di un’organizzazione sociale, economica, amministrativa basata sulla razionalità: l’impero vanta il tasso di criminalità cittadina più basso dell’intero continente, una politica di equo pagamento delle tasse, un’occupazione quasi totale dei cittadini, un’esercito moderno e organizzatissimo, e, orgoglio di sua Maestà, un ramificato sistema stradale e postale. Il governo gode della dedizione quasi totale della sua popolazione.

La vastità dell’impero, specialmente nelle zone rurali più arretrate, ospita situazioni di socialità molto meno “organizzate”: in questi luoghi è ancora possibile trovare manifestazioni di quel caos che causa povertà, ingiustizie e orrori d’altra natura. Sua Maestà è totalmente impegnato nella lotta contro le storture del suo regno, motivo per il quale ha da tempo interrotto ogni guerra espansionistica.

Distribuzione demografica

La realtà cittadina del granducato è principalmente localizzata lungo il corso del grande fiume Joanna che, fornendo un efficacissimo mezzo di comunicazione e di scambio merci, nonché svariate risorse economiche, favorisce l’insediamento di popolati centri urbani.

La relativa scarsità della popolazione in rapporto all’estensione territoriale dell’Impero è principalmente dovuta alla dura realtà agricola di molti degli spazi interni, alla modesta crescita demografica della popolazione (gravata da una forma di leva obbligatoria molto pesante), ed alla giovane età del Regno, fresco ancora di guerre di conquista.

Popolazione totale 50 000 000

Province: Terra Imperiale, Feudo dei Pegason, Feudo dei Cantoferro, Dominato dei Dragonsbane, Terre del Barone Sguardotorvo, Terra di Uruok.

Città indipendenti: Gevia, Sparta, Stigia, Zanian

Nobili per abitanti: 1/200

Militari per abitanti: 1/10

 

Organizzazione Politica dell’Impero

L’impero ha una struttura di tipo feudale piramidale: al di sotto dell’Imperatore, che ha poteri assoluti su tutto il regno, si trovano sei  Duchi che amministrano Feudi e province, ciascuno frazionato in un numero variabile di territori, a loro volta amministrati da Baroni.

I gradi nobiliari attuali rispettano poco la situazione antecedente alla conquista di Lord Urthadar, sono stati assegnati per meriti di guerra ovunque tranne che nella Terra di Uruok, che ufficialmente gode di maggiore indipendenza rispetto alle altre province in quanto mai effettivamente conquistata (ai tempi della Guerra la popolazione rovesciò il governo e si annesse spontaneamente al Regno).

 

La carica più alta in vigore è quella di Arciduca, che amministra la Terra Imperiale, cuore della forza militare (e burocratica) dell’Impero.

Sotto di lui vi sono gli altri Duchi, Feudatari delle altre province.

All’interno di ciascuna provincia il Duca ha la responsabilità di nominare i Baroni, che solitamente amministrano città di medie dimensioni o ampie zone rurali (Baronati), e Marchesi, incaricati di gestire possedimenti in territorio (Marche) ancora non completamente adeguato alla politica Imperiale, per solito terre non ancora civilizzate, inesplorate o non ancora sfruttato appieno; i Marchesi ricevono con la loro Nomina obiettivi più o meno specifici (bonifica, disboscamento, costruzione di infrastrutture, il raggiungimento dell’ordine pubblico) che sono vincolati, pena il patibolo, a raggiungere.

 

In aggiunta ai titoli Nobiliari vi sono decine di cariche onorifiche ottenibili per meriti speciali, tra le quali le due più ambite sono quella di Alto Cavaliere e Cavaliere, quella di Araldo della Legge, quella (questa forse un po’ meno ambita) di Martire del Cammino Illuminato.

Il potere legislativo

L’esercizio del potere legislativo è proroga del Consiglio Imperiale. E’ composto dal Re, che ha il diritto di veto su qualsiasi decisione e determina le decisioni nelle situazioni di stallo, di un Consigliere (nominato dal Re) e di due rappresentanti  per ciascuna Provincia del Regno, uno di essi obbligatoriamente il Duca locale o un suo delegato, l’altro per solito proveniente dai vertici del clero locale.

Nel caso di decisioni particolarmente delicate, il consiglio lascia il posto al Concistoro Imperiale, composto dall’Imperatore e dai soli Duchi.

All’interno delle singole province la politica locale è delegata a un consiglio formato dal Duca, dal Ministro di Giustizia, da un Consigliere (rappresentante del potere Imperiale di nomina regia), e da due rappresentanti per ogni singola baronia.

In qualsiasi momento il Sovrano può dichiarare lo Stato di Necessità, situazione in cui i provvedimenti in molti degli ambiti più rilevanti per la sicurezza della società vengono presi in forma provvisoria da Egli stesso senza consultare gli organi legislativi; questi decreti devono essere ratificati successivamente dal Consiglio, ma non oltre un anno dal termine dell’emergenza.

 

Il potere esecutivo

La mano dell’esecutivo è la Guardia Imperiale, con a capo un Generale della Guardia di nomina regia.

Le forze di polizia sono molto presenti nel regno e hanno una struttura molto ramificata sul territorio: ogni provincia ha un Capitano delle Guardie che coordina l’operato di Marescialli e Sergenti.

Non di rado la Guardia si serve di collaboratori esterni al Corpo.

 

Il potere giudiziario

Amministrato dal Sovrano tramite i Ministri di Giustizia, uno per provincia, e dai Giudici da essi nominati. I giudici sono itineranti, si spostano nelle varie Baronie (ma non lavorano mai in quella d’origine); in loro assenza il potere è affidato ai Capitani della guardia Imperiale.

Qualsiasi imputato può chiedere una Grazia all’Imperatore, che in qualsiasi momento ha la facoltà di interrompere un procedimento giudiziario e liberare un prigioniero o un accusato: questa particolare procedura ha però luogo solo qualora il Feudatario locale interceda personalmente presso il Duca, facendosi carico del prigioniero ed invocandone la Grazia.

L’operato dei Feudatari è giudicato da un Alto Magistrato di nomina regia, il quale, su richiesta di comitati di rappresentanza locale, può porre all’attenzione del Sovrano il comportamento di qualunque Nobile. L’Alto magistrato è di nomina regia e sempre un non nobile che si è distinto per meriti eccezionali.

 Nelle Marche il potere giudiziario è delegato interamente ai Marchesi, i quali, in base alla situazione di fatto in cui operano, scelgono il sistema più opportuno per amministrarlo.

 

 

 

 

Dunshire

 

Detestor | 18:41 | ambientazione
commenti